Comune di Giarre
| La Chiesa dell'Oratorio di San Filippo Neri Descrizione unità storica e topografica - Giarre è situata in provincia di Catania, ad un passo dalle spiagge del mar Jonio e dalle nevi dell'Etna. Conta circa 30.000 abitanti. Il territorio risulta popolato sin dall'antichità. Secondo alcuni studiosi il paese sorgerebbe là dove un tempo fioriva l'antica città greca di "Kallipolis". Molti ritrovamenti archeologici, provenienti sia dal centro abitato, sia dai territori limitrofi, confermerebbero almeno l'ipotesi che il compresorio comunale di Giarre fosse popolato durante l'età classica, ellenistica, romana e bizantina. Nessuna testimonianza certa rimane, invece, di un insediamento durante i secoli del medioevo. Alcune fonti inizierebbero solo dal XVI/XVII sec. e a tale secolo risalirebbero le prime case dell'attuale nucleo urbano del paese. Secondo l'ipotesi più accreditata, Giarre nacque come fondaco, ovvero come luogo di raccolta merci: le "giare" erano i recipienti, situati nella stazione di posta, nei magazzini, che servivano a contenere vino, olio, cereali e legumi. Nella seconda metà del 1500 il Vescovo/Conte Nicola Maria Caracciolo cominciò a mostrare un particolare interesse per la zona, concedendo in enfiteusi le sue terre, anche al fine di poter iniziare un'ingente opera di bonifica del territorio, successivamente coltivato dagli inquilini della Contea di Mascali, i quali solevano portare quanto era da loro dovuto della produzione agricola (le decime) prima ai vescovi/conti di Catania poi, dopo il 1700, al governo borbonico. Nel 1815 Giarre ottenne l'autonomia da Mascali, città dalla quale fino a quel momento dipendeva. La storia cittadina è legata a quella della vicina città di Riposto: le due città sono state unificate in epoca fascista, ma alla fine della Seconda Guerra Mondiale esse furono di nuovo separate. Giarre possiede certamente una lunga storia: in un documento datato 1/5/1843 si ricorderebbe che in epoca aragonese presso Giarre vi stava il dazio della "quartucciata", ossia la gabella della "caxa di lu vinu" e la gabella "usus vini". Il centro di Giarre è costituito da via Callipoli e dal corso Italia. Sulle due vie si affacciano molti palazzi costruiti dalla ricca borghesia di fine '800 e inizi del '900. Nella piazza principale, "piazza Duomo", si trova la Chiesa Madre (sec. XIX) dedicata a S. Isidoro Agricola, il patrono cittadino. E' un'imponente costruzione neoclassica, con due torri campanarie gemelle, di forma squadrata. I lavori per la sua edificazione iniziarono nel 1794 e terminarono quasi un secolo dopo. La facciata presenta due campanili e quattro orologi, il suo interno, in stile neoclassico, è suddiviso in tre navate a croce latina, . La Chiesa preserva alcune opere d'arte interessanti, come alcune tele settecentesche e ottocentesche dei maestri pittori P. Vasta, G. Rapisarda e dei F.lli G. e F. Vaccaro, come la tela raffigurante " La Vergine e Santi", nonché un pregiato arazzo rosso raffigurante, tra l'altro, un'aquila con una croce sul petto ed uno stemma dei Borboni. Stupendo il pulpito in marmo policromo decorato da fregi in stucco. La Chiesa dell'Oratorio di San Filippo Neri, situata lungo la via Callipoli è legata alla venuta dei Padri Filippini a Giarre. A costoro si deve l'istituzione della scuola secondaria. La chiesa è in stile barocchetto siciliano, a una navata. L'interno è decorato con stucchi e tele ad olio. L'altare presenta tipiche forme barocche come la balaustra in ferro battuto. La chiesa è sede del coro " Mater puritatis".Il Santuario di Santa Maria la Strada si trova nella vicina frazione di S.Maria La Strada, di architettura siculo-normanna, fu edificato nel 1091 nella contrada che lo ospita per volere del Conte Ruggero che così voleva ringraziare la Madonna per la sua vittoria sui Saraceni. Accanto vi fece scavare un pozzo da sempre conosciuto come " Pozzo di Ruggero". Tutt'oggi resta un luogo venerato. All'interno del Santuario di Santa Maria la Strada, l'abside è riccamente adornata di motivi floreali di stile liberty; inoltre la chiesa sempre all'interno presenta a destra e a sinistra 8 archi con 4 altari e altrettante cappelle. Sull'altare maggiore si trova una graziosa cappella in marmo di levante, giallo antico, rosso macchiettato di bianco. In tale cappella un tempo era collocata l'immagine della Madonna col bambino. La Chiesa del Convento o delle Anime Purganti dei Frati Agostiniani Scalzi di Valverde: questa chiesa è stata costruita alla fine del 1600 ed è una delle più antiche di Giarre. Accanto aveva il piccolo convento degli Agostiniani Scalzi provenienti da Valverde. La chiesa venne varie volte ristrutturata. Ai giorni nostri è cadente e rischia di crollare definitivamente; essa rappresenta una testimonianza preziosa dell'architettura neoclassica. All'interno della chiesa vi erano alcune statue in legno di notevole pregio, quella della Madonna di Valverde, di S. Biagio e S. Isidoro. Fu la chiesa per lungo tempo un centro di vita spirituale non indifferente. L'interno dell'edificio sacro si presenta con impianto e arredi risalenti alla fine del 1600 e conserva ancora le sepolture dei Riggio (una nobile famiglia). Nel centro storico si possono ammirare stupendi palazzi e residenze signorili in stile liberty, neoclassico e barocco, edificati tra l'Ottocento ed il Novecento, tra i quali è degno di nota il Palazzetto Bonaventura. Realizzato nel 1927 su progetto dell'architetto G. Aiello, esso si trova nel cuore del centro storico e con i suoi repertori decorativi dal forte accento floreale, si propone come esempio del più eccentrico Liberty, di cui i due rosoni ad intarsi policromi simmetricamente disposti nel fondo rosso-bruno danno ampia prova. Giarre vanta una solida tradizione come centro agricolo, artigiano e commerciale. L'esportazione di patate, limoni, arance, cereali, vini costituisce una voce attiva dell'economia locale. L'artigianato è molto apprezzato in tutti i mercati europei che richiedono articoli in ferro battuto, in legno lavorato e prodotti in terracotta. Raffinata è la dolceria tipica siciliana (le paste di mandorla, i cannoli, la cassata siciliana, le granite al limone e gli arancini). indice
Foto e testi: Domenica Sgroi |
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